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Voluntary-bis, pronto il format della relazione di accompagnamento
E’ disponibile in bozza sul sito delle Entrate

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Prime indicazioni sulla Vd bis

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Elenco dei Paesi ex paradisi fiscali

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Istruzioni sulla compilazione del modello

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Richiesta di accesso alla procedura di collaborazione volontaria

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Al via la Voluntary bis!

Riaprono, e dureranno fino al 31 luglio 2017 i termini per aderire alla procedura di emersione (purché non ci siano stati nel frattempo avvisi accertamento, ispezioni o notifiche dal Fisco). Sarà possibile, pertanto, sanare le   violazioni commesse entro il 30 settembre 2016. I contribuenti, però, che hanno già aderito alla prima voluntary nel 2015, sono esclusi dalla nuova procedura.

La voluntary disclosure è la procedura che permette al cittadino italiano che abbia attività finanziarie e patrimoni all’estero, sconosciute all’ Agenzia delle Entrate, di sanare la propria posizione, sia dal punto di vista fiscale che da quello penale, saldando le relative imposte sulle quali graveranno, però, sanzioni in misura ridotta.

Si tratta in realtà di una vera e propria collaborazione tra l’Agenzia delle Entrate e il contribuente basata su di un autodenuncia da parte di quest’ultimo di tutti gli investimenti e le attività di natura finanziaria costituiti o detenuti all’estero anche indirettamente o per interposta persona.

La denuncia consiste nel fornire all’Amministrazione Finanziare l’intera documentazione e le informazioni necessarie alla ricostruzione del redditi per tutti i periodi di imposta per i quali, alla data di presentazione della richiesta, non sono scaduti i termini di accertamento o la contestazione degli obblighi di dichiarazione ai fini di monitoraggio fiscale.

 

Tra i principali obiettivi della voluntary-bis vi sono:

  • voluntary nazionali
  • attività detenute nei Paesi aderenti agli accordi di scambio di informazione solo dopo il 2.03 2015),
  • regolarizzazione dei contanti.

La nuova procedura di voluntary disclosure 2, raccogliendo l’eredità della precedente, conferma per chi vi aderisce i benefici ed in particolare la non punibilità, della precedente versione,  per i principali delitti fiscali, compresi quelli di cui al decreto legislativo 74/2000, articoli 2, 3, 4, 5, (dichiarazioni fraudolenti, infedeli e omesse dichiarazioni ) 10bis e 10-ter (omesso versamento ritenute/Iva) nonché i reati previsti dagli articoli 648-bis,(riciclaggio)  648-ter (impiego di beni, denaro o utilità di provenienza illecita) e 648-ter.1 (auto-riciclaggio).

La novità più importante riguarda il calcolo delle imposte da pagare che non dovrà più essere effettuato dall’Agenzia delle Entrate ma bensì dal professionista che assiste il contribuente. Chi presenterà richiesta di voluntary 2017 dovrà, perciò, applicare autonomamente a beni e capitali le relative imposte, con la previsione di sanzioni per chi omette di versare quanto dovuto.

Le istanze per aderire alla voluntary bis possono essere presentate immediatamente. Chi intende inviare già da oggi, in via telematica, l’istanza di accesso alla procedura potrà utilizzare il vecchio modello, approvato dall’Agenzia delle Entrate il 30 gennaio 2015.

Le due grandi novità: i contanti nelle cassette di sicurezza e l’autotassazione.

Chi intende aderire alla nuova versione di Voluntary può già presentare, in via telematica, l’istanza di accesso alla nuova procedura, utilizzando il vecchio modello approvato dall’Agenzia il 30 gennaio 2015.

E’ possibile aderire fino al 31 luglio 2017 a condizione che la domanda non sia già stata presentata in passato, anche per interposta persona. È, inoltre, possibile integrare l’istanza con documenti e informazioni fino al prossimo 30 settembre.

La nuova versione presenta però delle importanti novità rispetto alla precedente procedura, potendo ora, infatti, riguardare anche contanti o valori al portatore depositati nelle cassette di sicurezza.

Tuttavia, sono previste, al riguardo, norme rafforzate contro le ipotesi di reato, quali la presenza di un notaio per l’inventario e una doppia dichiarazione sulla provenienza non illecita del denaro.

Per quanto riguarda, invece, le sanzioni, queste seguono un meccanismo abbastanza complesso che varia a seconda delle tipologie finanziarie sanate. Il principio generale segue comunque la logica per la quale si pagano le imposte che si sarebbero dovute versare. Tale pagamento avviene seguendo il meccanismo di autotassazione, con sanzioni per chi versa meno o non paga il dovuto. Sarà possibile saldare in unica soluzione entro il 30 settembre 2017, oppure ripartire l’importo in tre rate mensili di pari importo. Sono previste per chi fa errori sanzioni pari al 3% o al 10% se si superano le soglie del 10% per gli errori formali e del 30% per gli altri. Chi, invece, erroneamente versa più di quanto dovuto potrà utilizzare l’eccedenza in rimborso o per compensazioni.

Il contante e i valori al portatore contenuti in cassette di sicurezza possono rientrare nella voluntary bis purché venga seguita una specifica procedura. Occorre, infatti che l’apertura della cassetta e l’inventario avvengano alla presenza di un notaio e il contribuente rilasci una dichiarazione in cui attesta che i valori non derivano da reati. Gli importi infine dovranno essere versati, con obbligo per i professionisti che assistono i contribuenti e per gli intermediari a segnalare gli importi ai fini della prevenzione del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo. Per questo servirà una ulteriore dichiarazione sulle modalità di acquisizione dei contanti. Chi dichiara il falso rischia tra i 18 mesi e i 6 anni di carcere.

“Il cerchio si sta stringendo attorno ai Paesi e alle banche che hanno consentito in questi anni l’esportazione illegale di capitali finanziari sottratti all’Erario, dunque alla collettività”.

È questo il messaggio del recente intervento al Senato del Presidente del Consiglio per il voto di fiducia alla Legge di Stabilità 2014, a segnare il mutato atteggiamento del nostro Governo nel contrasto ai Paradisi fiscali e all’evasione internazionale che si è venuta a creare negli ultimi anni, anche con strumenti bilaterali e multilaterali da parte della Comunità internazionale (OCSE, G20, 1./E). L’obiettivo è quello di rintracciare i cittadini “pentiti” che hanno trasferito o che detengono illegalmente capitali all’estero senza più ricorrere a condoni o “scudi fiscali”, ma sulla base di un’autodenuncia del contribuente ovvero di favorirne il ravvedimento attraverso una riduzione delle sanzioni previste in via ordinaria e integrale pagamento delle imposte riferibili al periodo di accertamento.

È quindi allo studio un meccanismo strutturale di “emersione volontaria” (voluntary disclosure) che agevoli il rimpatrio dei capitali “estero-vestiti” fondato sul comportamento collaborativo del contribuente: più è partecipativo meno sarà punito.
Non solo, colpire l’evasione consente di contrastare il riciclaggio di denaro di provenienza illecita, evidenziando uno stretto legame tra la normativa sul monitoraggio fiscale (D.L. n. 167/1990) e quella sull’antiriciclaggio (D.Lgs. n. 231/2007), così come emerge chiaramente dalle modifiche apportate ai due provvedimenti dalla Legge Europea 2013.

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